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Le origini

L'origine italiana del nome Calvenzano (dal gentilizio romano Calventius da gens Calventia) è stato proposto da Flechia, e accettato dal Mazzi e ribadito dall'Olivieri. L'esistenza di un abitato in età romana è stata provata dal ritrovamento, nel 1878, della lapide funeraria di Gneo Publicio, un tibicen, cioè un suonatore di tibia. Il primo documento in cui si ritrova citato il nome Calvenzano è un atto notarile rogato ad Arzago nel 984 d.C.
Un documento di poco posteriore, nel maggio del 990 d.C., attesta che Calvenzano si trovava nella contea di Bergamo.chiesa
In seguito Calvenzano passò al feudo del Vescovo di Cremona e nel 1186 il castello del borgo fu assegnato da Federico Barbarossa a Milano.Da allora la storia di Calvenzano rientra in quella più generale della Gera d'Adda: prima fece parte del Ducato di Milano, poi passò sotto il dominio spagnolo nel Seicento e sotto quello austriaco nel settecento.
La prima "fotografia" completa di Calvenzano è costituita appunto dal "Catasto teresiano" promosso dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria nel Settecento.
Nell'Ottocento Calvenzano è ancora un paese prevalentemente agricolo, anche se verso la fine del secolo vengono aperte due filande di seta. Nel 1823 viene fondato il Corpo musicale tuttora attivo. Il Corpo musicale di Calvenzano, attraverso i propri concerti e la partecipazione ai più importanti avvenimenti civili e religiosi, scandisce da oltre 184 anni con le note musicali i momenti più significativi della nostra comunità. Inoltre il Corpo musicale ha, nel corso della sua lunga esperienza, promosso la divulgazione della musica tra i giovani attraverso corsi di orientamento musicale ai quali attualmente partecipano 15 allievi delle scuole medie di Calvenzano e Casirate d'Adda.

Dalla fine dell'800 Calvenzano diventa il paese delle cooperative. La prima fu la Società del Mutuo Imprestito fondata nel 1886 (la prima Cassa Rurale della Lombardia), seguirono la Cooperativa Agricola nel 1887 (nata dalla precedente e terza Cooperativa in Italia in ordine di fondazione), la Cassa Rurale nel 1902, la Latteria Sociale nel 1922 e una ventina di altre cooperative fondate via via fino ai giorni nostri (cooperative di consumo, di edilizia popolare, di mobili d'arte, di assistenza agli anziani, di cultura e tempo libero etc).
Nel 900 il paese è rimasto prevalentemente rurale sino agli anni cinquanta; poi, con lo sviluppo economico, molti contadini hanno lasciato i campi per cercare lavoro nell'artigianato locale (mobile d'arte) e nei grandi complessi industriali, principalmente di Treviglio e di Milano. 

Oggi Calvenzano è un paese caratterizzato da un forte pendolarismo, ma anche da una significativa presenza di piccole e medie aziende artigianali, industriali e del terziario, il cui insediamento è favorito da un lato dalla vicinanza a Treviglio a nord e dall'altro dalla statale Rivoltana a sud.

 

Monumenti ed Arte

chiesaSulla via Misano troviamo l'Oratorio della Beata Vergine Assunta detta anche Madonna dei campi: la costruzione è in cotto con un bel portico; la facciata risale al XVI secolo ed il campanile al Trecento o agli inizi del Quattrocento; l'interno è formato da una sola navata con volta ed è stato interamente affrescato da Tommaso Pombioli nel 1623.
Restaurata nella parte esterna dal gruppo locale degli Alpini che ultimamente ha promosso anche il restauro degli affreschi.

La chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Pietro e Paolo venne edificata dal 1713 al 1726, ampliata nel 1935 mentre nel 1995 è stato rifatto il Presbiterio con un altare in monoblocco di marmo di Verdello di Verona, un ambone e la sede del celebrante realizzati dallo scultore M.Toffetti.
In essa si possono ammirare inoltre l'altare maggiore in marmi policromi e la balaustra attribuiti alla scuola del Fantoni, una tela raffigurante una "Morte di San Giuseppe" di Bernardino Galliari, un "Conferimento del primato a San Pietro" attribuito al pittore locale Paolo Gallinoni.